Sindrome pronatoria o piede piatto dell'adulto

    • One Day Surgery
    • Durata dell'intervento: 45 min
    • Anastesia: Anestesia: solo l'arto operato
    • Decorso: si cammina dal giorno seguente con ausilio di stampelle per 4 settimane
    • Deambulazione: quattro settimane con stivaletto gessato in resina leggera


    Informazioni sull'intervento



    La correzione chirurgica del piede pronato-piatto dell’adulto dipende dal quadro clinico a cui ci si trova di fronte. Non esiste un'unica tecnica chirurgica ma tecniche diverse e diversi livelli di correzione, spesso associati fra loro.
    La correzione chirurgica del piede pronato-piatto dell’adulto dipende dal quadro clinico (e dal paziente) a cui ci si trova di fronte. 

    Possono essere già presenti danni degenerativi più o meno avanzati e deformazioni associate, quindi non esiste un'unica tecnica chirurgica, ma tecniche diverse e diversi livelli di correzione, spesso associati fra loro.

    le caratteristiche di un piede pronato-piatto possono essere semplificate in:

    1) retro piede valgo con sottoastragalica spesso rigida e artrosica

    2) pronazione e cedimento dell’arco plantare (eversione del piede) con prominenza mediale della testa dell’astragalo

    3) abduzione e allargamento dell’avampiede con frequente associazione di alluce valgo, inversione dell’arco trasverso metatarsale con carico sui metatarsali centrali

    4) associate: tumefazione e dolore sul tendine tibiale posteriore (insufficienza/rottura) e retrazione tendine di achille e l’intervento deve correggere tutte queste alterazioni per ripristinare un appoggio corretto, una corretta biomeccanica e la scomparsa o riduzione del dolore

    Là dove una articolazione ha subito un danno artrosico importante, bisogna intervenire bloccando la stessa in buona posizione (frequentemente a livello della sotto-astragalica , astragalo-scafoidea e scafo-cuneiforme)

    In presenza di un retro piede valgo (situazione molto frequente) , viene spesso proposto un intervento di osteotomia di medializzazione della tuberosità calcaneare per riportare l’appoggio del calcagno sotto l’asse di carico della gamba e stabilizzare il retro piede.